La pendenza


Mi ritrovo sempre
in cima alle cose
- in fondo, mai.

(un libro non letto
un discorso inespresso
un errore voluto
- una strada.)

E da quassù
è facile cadere,
finire giù
- basta un passo.

Una specie di pendenza
esiste
tra me e il resto
mi basta varcare la soglia
per correre giù
nella vita, nelle cose accanto
che rimangono immutabili
- statue –
nella città che si muove
nel chiasso e nel silenzio
di una strada trafficata

Mentre io assomiglio più
a quei palazzi vecchi
tenuti su dal vento
che ti chiedi quand’è che franeranno giù
e forse lo faranno da soli
perché intorno tutto si muove
un giorno in cui rimarranno disabitati
e nessuno si accorgerà del crollo
sarà silenzioso, invisibile
come la loro esistenza all'indietro:
non cambierà nulla, dopo resterà
un paesaggio intatto.

Quando torno
infilo tutti i miei passi nella toppa
e mi lascio scorrere come una chiave
nella bocca della mia casa
- lentamente racconto -
mi rimane dentro
per tutta la notte
Una specie di di-pendenza
la voglia dissoluta
di uscire di nuovo
di incontrare quel lieve dislivello
che mi permette di fingere
di non sentire la condanna 
di essere
in cima alle cose
- sempre.


In fondo, mai.


(e in realtà
anche in fondo alla notte
non sono:
sono in cima al mattino)







illustrazione di Giordano Poloni

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