Gira la Ruota! - 74


Herbert aveva un problema.
Oltre al nome improponibile, senza dubbio.
La madre si era invaghita di un chimico con la passione per gli insetticidi, e così fu Herbert.
E un problema ce l’hai anche tu, che non hai notato il primo “hai” senza h, e ora che sei tornato indietro per notare che invece c’era ti sei indispettito con me che ti ho teso uno scherzo.
Ma comunque.
Un bel giorno accade che lui ebbe un problema.
In realtà ne aveva un mucchio, la rata della macchina da pagare, lo strabismo – non quello di Venere, ma proprio il suo, quello di Herbert! - il mutuo, gli acari in casa, (che ormai, suoi coinquilini, conoscevano a memoria il codice della pay-tv e guardavano il football il venerdì sera a sue spese) e quell’esatto modo di trovarsi nel posto sbagliato, sempre.
Forse sì, non era l’unica persona che sulla terra avesse un problema in quel momento, c’erano i daltonici, e loro si lamentano sempre del giallo poco giallo - ma il suo era veramente un brutto affare.
Davvero, roba da brividi.
Il problema di Herbert era un agglomerato organico di cinquanta chilogrammi, un numero indefinito di cellule eurocariote, cicli di krebs, dna, rna ribosomiale...
Insomma, avete capito: una donna.
Lei era Ruota.
Come Rita, ma più musicale! – così avevano detto i genitori all’ostetrico allibito. Ma l’ostetrico si chiamava John, da buon americano, e quindi non poté che essere felice di un più variegato appellativo alla neonata. Così chiamò l’infermiere, che si chiamava ovviamente John, che corse all’ufficio anagrafe, dove c’era un altro John a cui comunicare la venuta del nascituro, che fu contento di vedere un nuovo nome in mezzo a tutta quella sfilza di John.
Ruota era una ragazza che viveva la vita a trecentosessanta gradi.
Davvero troppi per Herbert che non aveva neanche otto decimi di vista.
Herbert se la trovava sempre tra i piedi.
Usciva per andare a fare la spesa, e chi c’era prima di lui a comprare i pomodori ogm?
Ruota.
Chi prendeva il posto prima di lui al parcheggio a lavoro?
Ruota.
Cos’è che si fora in un incidente d’auto?
Ruota, bravo, vedo che sei attento.
Cosa girava Mike Bongiorno?

Così un giorno decise di affrontare la situazione. Corse da lei, si lanciò in ginocchio – ma solo perché il pavimento era stato notevolmente incerato dalla signora delle pulizie, e le chiese:
“Vuoi essere la mia Ruota?”
Lei acconsentì senza remore. In poco tempo diventarono coppia fissa.
Ruota era per Herbert un ossessione. Di notte, quando moriva la città, lui la sognava. Anche se magari gli dormiva accanto. Era così…Ruota, era incredibilmente…Ruota. Non aveva molte parole per descriverle, lei era una ragazza particolare.
Quando un uomo dice “particolare” ti sta etichettando come “ragazza con la quale non condividerei nemmeno il palo della metro”, invece Herbert ammirava Ruota veramente, nella sua interezza. Perché lei sapeva cucinare i dolci dimenticando ogni volta un ingrediente diverso, perché quando nei supermercati non si trovavano più, lei ritornava sempre dove si erano persi di vista.
Eppure un giorno qualcosa non quadrò a Herbert, Ruota era sempre perfetta e pulita, con le mani profumate, con i capelli al proprio posto. Era perfettamente perfetta! Allora decise di pedinarla, ma lei andò semplicemente a lavoro, e lui perse il suo. Dopo il lavoro, lei andò semplicemente al fioraio, dove comprò semplicemente dei fiori, e poi imboccò l’autostrada e percorse normalmente sei chilometri, ritrovandosi in un piccolo paesino dove una macchina subito le si avvicinò e lei si sporse e schioccò semplicemente un bacio.
Roba da giorni normali, si disse Herbert. E tornò a casa.
Quando di sera Ruota tornò, lui le urlò “Non voglio essere la tua ruota di scorta”, lanciò svariati cuscini in piuma d’oca, spiegò le lenzuola e svuotò i cassetti.
Inutilmente lei gli disse che nella macchina c’era suo padre, ma a lui non importava: l’aveva ormai cancellata dalla rubrica e da ogni tipo di elenco in fondo al cuore.

Herbert ha ancora un problema.
Che è sempre Ruota. Lei gira sempre nella sua testa.
Non è che le cose si risolvono con un addio, caro Herbert.
C’è sempre un dopo da fronteggiare.
E tu, con un nome del genere, troverai sicuramente un modo semplice per uscirne.

3 commenti:

  1. ahahaha L'inizio è scoppiettante. Sono tornata indietro a leggere l'ai che non c'era! :D
    Molto divertente.

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  2. Mi sono affezionata a Herbert da subito, non potrei mai arrabbiarmi con lui, ne sono sicura!
    BravOoooooooooooooooooo... !
    Sì, proprio con la O così :D

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  3. +1

    Adamo De Tremblay

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